La Melagrana nell’arte: un frutto ricco di simbologia e fascino
La melagrana, con la sua buccia coriacea, il suo colore rosso sangue e i suoi semi scintillanti come rubini, è stata una musa ispiratrice per moltissimi artisti in tutto il mondo fin dall’antichità. Un concentrato di simbologia che ha lasciando un segno indelebile nel mondo dell'arte visiva, passando dalla sua rappresentazione nelle tombe egizie ai capolavori rinascimentali, fino all’arte moderna e contemporanea. La sua presenza in un’opera d’arte non è mai casuale, ma intrisa di significati profondi che vale la pena esplorare.
Originario dell'Asia sud-occidentale, il melograno è una
albero coltivato da millenni e diffuso nel Mediterraneo dai Fenici e dai
Romani.
Nei Tacuina sanitatis, manuali di
scienza medica scritti e miniati dalla seconda metà del XIV secolo al 1450
circa, la melagrana era descritta come un frutto dalle qualità astringenti, utilizzato
per la cura della pelle, per migliorare la vista, per curare le disfunzioni
gastro intestinali e le emorragie.

Dal punto di vista estetico invece, è un frutto molto attraente per via del suo colore brillante, della sua forma particolare e dei suoi semi simili a gemme. Non sorprende quindi che abbia attirato l’attenzione degli artisti. Quasi tutti gli studenti di belle arti prima o poi si troveranno a disegnare o dipingere un melograno nella loro carriera, è quasi un rito di passaggio fondamentale per ogni artista.
Nel medioevo questo frutto era legato alla figura mitologica dell’unicorno. Arazzi dell'epoca mostrano un unicorno ferito mentre sanguina semi di melagrana, e una volta catturata questa creatura, l'unico modo per domarla era incatenarla a un albero di melograno.
Ogni cultura, da occidente a oriente, sembra essere d’accordo nell’utilizzare la melograna come simbolo di fertilità. Il suoi semi, che contengono il potenziale della vita, sono abbondanti, il colore rimanda al sangue, la linfa vitale e la sua forma può ricordare gli organi riproduttivi femmili. Nel mondo greco e romano, questo frutto era legato ai culti di Demetra, dea dell'agricoltura, e a sua figlia Persefone. La storia di Persefone, costretta a trascorrere parte dell'anno negli inferi per aver mangiato alcuni semi di melograno, simboleggiava il ciclo inesorabile delle stagioni, della morte invernale e della rinascita primaverile della natura.
La melagarana è un frutto sacro per molte culture e religioni, in particolare nell'arte cristiana questo è simbolo di resurrezione e vita eterna: i semi rappresentano la comunità dei fedeli (la Chiesa) unita nella fede e la speranza nella resurrezione; ma è anche simbolo della passione di Cristo, per via del colore rosso sangue che rimanda a quello versato dal redentore.
Un esempio emblematico di ciò è la famosa Madonna della melagrana di Sandro Botticelli, conservata agli Uffizi, dove il frutto tra le mani della Vergine e del Bambino, simboleggia al contempo la tenerezza dell'affetto materno e la consapevolezza del destino sacrificale di Gesù.

Con l'avvento della pittura di genere e della natura morta, la melagrana ha mantenuto il suo fascino, talvolta conservando i suoi significati simbolici, talvolta diventando un pretesto per lo studio del colore, della forma e della luce. Artisti moderni e contemporanei hanno continuato a rappresentare questo frutto e a reinterpretarlo, come Dalì nel suo Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio(1944), in cuila melagrana, oltre ad rimanere simbolo di fecondità e al tempo stesso di morte, sembra rappresentare il sogno stesso che sta per essere interrotto.
L'arte è un linguaggio ricco di metafore, pronto a svelare i suoi segreti a chi sa osservare con attenzione!
