Firenze curiosa: la leggenda della Berta
Siamo
nella Firenze 1327, dominata
dall’inquisizione cattolica e i fiorentini sanno per assistere all’esecuzione si Cecco d’Ascoli, che
durante la sua vita fu poeta, medico, insegnante, filosofo, astronomo e astrologo.
Ahinoi, fu proprio quest’ultima sua occupazione a segnare il suo destino e
meritargli una condanna a morte.
Due anni prima, Carlo, Duca di Calabria e figlio del re Roberto d'Angiò, fu
proclamato signore di Firenze e per i successivi tre anni guidò qui i guelfi
nelle lotte contro i ghibellini. Il re aveva nominato Cecco d’Ascoli medico di
corte ai servizi del Duca, ma questi entrò subito in antipatia a Carlo per aver
fatto un oroscopo negativo a sua figlia, futura Giovanna regina di Napoli, e
aver inoltre divinato la futura discesa in Italia dell'imperatore Ludovico il
Bavaro con cui il re era in conflitto. Fu così, che il povero Cecco d’Ascoli fu accusato di
stregoneria e condannato al rogo. Purtroppo questi erano tempi bui per gli uomini
di scienza e per chiunque si inimicasse le persone sbagliate...
Ma torniamo al giorno dell’esecuzione. Cecco stava per
essere condotto al rogo, costretto a sfilare per le vie della città sotto lo
sguardo dei fiorentini curiosi, accorsi a vedere il condannato e affacciati
alle finestre dei palazzi.
SI fermò un attimo all’angolo di via de Cerretani, davanti alla chiesa di Santa
Maria maggiore, implorando di poter avere un po’ d’acqua Qui, una donna
affacciata alla finestra, esorò le guardie a proseguire dicendo che il condannato
non sarebbe bruciato se gli avessero dato da bere. Questo perché secondo le
credenze, gli “stregoni” avevano il potere di manipolare l’acqua per salvarsi
dalle fiamme. Cecco allora la maledisse: “E
tu di lì il capo non caverai mai!”
Secondo la leggenda, la donna rimase
pietrificata all’istante, ed è la sua testa quella ancora visibile oggi sul
muro della chiesa. I fiorentini la chiamano affettuosamente la “Berta”.
Difficilmente questa testa viene notata, ma chi conosce questa storia, sa dove
cercarla.
Aldilà della leggenda, non si conosce davvero l’origine della scultura e perché
sia stata collocata sulla parete della chiesa. Potrebbe forse trattarsi di una
decorazione risalente al Medioevo, una statua a carattere apotropaico, con la
funzione di allontanare gli spiriti maligni. Non lo sapremo mai, ma ci piace
pensare che quella sia davvero la Berta, ancora pietrificata e in attesa che
qualcuno sciolga il maleficio. Una bella punizione per aver negato l’ultimo
sorso d’acqua ad un uomo condannato ingiustamente!
