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5 Cocktail Made in Italy

La parola aperitivo deriva dal latino “aperitivus”, ovvero “che apre” (aprire lo stomaco al pasto), quindi una bevanda che stimola i succhi gastrici favorendo la digestione.
In questo senso, l’aperitivo risale ai tempi degli Antichi Greci, quando il medico Ippocrate, somministrava ai pazienti una bevanda amara chiamata vinum hippocratum, a base di vino bianco, fiori di dittamo e ruta per curare l’inappetenza.
Gli erboristi medioevali confermarono in seguito che era proprio quel sapore amaro a stimolare la fame, ed è per questo che ancora oggi i drink bevuti durante l’aperitivo sono fatti soprattutto a base di bevande bitter.
Se originariamente l’aperitivo era visto come una “cura”, dal 1786, diventa un importante momento di ritrovo e condivisione. Tutto grazie ad Antonio Benedetto Carpano, inventore di un vino aromatizzato alle erbe che divenne l’aperitivo per eccellenza, drink ufficiale della Corte di re Vittorio Emanuele II: il Vermouth.
Questo vino si diffuse in tutti i caffè di Torino, accompagnato da piccoli snack e presto iniziò ad essere mescolato ad altre bevande dando il via alla creazione di tantissimi cocktail diversi. Altro grande protagonista dell’aperitivo fu infatti il bitter inventato da Gaspare Campari nel 1860.

Gli italiani amano fare l’aperitivo, importante momento di socializzazione e preludio al pasto. Non sorprende quindi che alcuni dei più famosi cocktail, protagonisti dell’aperitivo, siano nati proprio nel nostro paese. I cocktail italiani risalgono perlopiù ai primi del Novecento, quando si iniziava a sperimentare con la mixology; ognuno di questi drink ha una sua storia particolare, spesso collegata a luoghi e personaggi storici.
Ecco 5 classici cocktail Made in Italy:

SPRITZ

Lo Spritz è oggi sinonimo di aperitivo in Italia. È infatti il drink più amato e bevuto dagli italiani durante questo momento della giornata. Spesso per fissare un aperitivo tra amici e parenti si dice semplicemente “andiamo a bere uno Spritz?”

Questo drink nasce tra la fine del 1700 e inizio del 1800, nel periodo della dominazione austriaca nel nord Italia. I soldati asburgici trovavano i vini veneti troppo forti, quindi iniziarono ad allungarli con acqua frizzante per addolcirne il sapore. Da quest’usanza di ”spruzzare” il vino con acqua (il verbo in tedesco è “spritzen”) nasce il nome Spritz.
Il cocktail come lo conosciamo oggi nasce quando si pensò di aggiungere al vino prosecco il bitter Campari.
Da allora sono state create altre varianti, la più famosa delle quali è l’Aperol Spritz, che come dice il nome è miscelata con Aperol , una bevanda che rende il drink molto più dolce.

AMERICANO
Da non confondere con l’omonimo caffè, l’Americano è un altro cocktail nato in nord Italia, più precisamente in lombarda. Questo drink fu inventato nel 1860 da cesare Campari e si compone di Campari e Vermouth rosso, versati in un bicchiere col ghiaccio con aggiunta di una spruzzata di soda e una fettina di limone.
Il cocktail era originariamente chiamato ”Milano-Torino”, e conteneva solo Vermouth e Campari. Subì però un’evoluzione con l’arrivo degli americani, che erano abituati ai long drink lo trovavano troppo amaro e chiesero di aggiungervi anche la soda.


NEGRONI
Questo drink nasce nella nostra Firenze, quando nel 1919 Conte Camillo Negroni richiese al barista in un bar del centro di modificare un Americano aggiungendoci del gin. Il barista aggiunse anche una guarnizione d’arancia al posto del limone. Da allora il conte non bevve altro e il cocktail divenne popolare con il nome di Negroni.


BELLINI
Correva l’anno 1948, nel celebre Harry’s Bar di Venezia Giuseppe Cipriani diede vita al raffinatissimo drink Bellini, composto da due parti di Prosecco e una di purea di pesca bianca. Il nome deriva dal suo colore rosato, reminiscente delle tonalità usate dal pittore rinascimentale Giovanni Bellini.


HUGO

Prosecco, sciroppo di melissa o fiori di sambuco, seltz, foglie di menta e fette di lime: questa la ricetta dello Hugo, messa insieme nel 2005 dal barman Roland Gruber in Trentino Alto Adige. Un cocktail freschissimo ispirato allo Spritz, in cui si sente tutta l’influenza dell’aria di montagna. Incerte sono invece le origini del nome "Hugo", forse dato in omaggio a un frequentatore del locale.

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